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Dieta chetogenica (VLCKD)

La dieta chetogenica a scopo dimagrante consiste in una dieta a basso apporto calorico (VLCKD – very low calory ketogenic diet – 800-900 kcal) dove si mantiene una quota di proteine fisiologica per preservare la massa muscolare e si riducono (attenzione, riducono non eliminano) in maniera molto drastica carboidrati e grassi. In questo modo si costringe il corpo a utilizzare i grassi di riserva come fonte di energia grazie a un processo chiamato beta-ossidazione.

I prodotti finali di questa via metabolica sono i corpi chetonici, che hanno un effetto euforizzante e inibiscono la fame; in questo modo si riesce a mantenere un regime molto rigoroso senza soffrire.

Questo tipo di dieta permette il raggiungimento del peso desiderabile in tempi più brevi rispetto alle diete ipocaloriche tradizionali (una media di 1-1,5 Kg a settimana, con variazioni dovute al sesso, alla corporatura e all’attività fisica individuale) senza che venga intaccata la massa muscolare che viene invece mantenuta in salute mediante un apporto proteico adeguato e ben studiato per ogni singolo individuo. L’apporto giornaliero di proteine è rigorosamente rapportato alle esigenze di ogni singolo individuo: non siamo dunque di fronte ad una dieta iperproteica ma normoproteica, con l’introduzione di proteine ad alto valore biologico.

L’adeguata presenza di proteine impedisce che vengano utilizzate le proteine di riserva (quelle del muscolo) e fa sì che la perdita di peso sia a quasi totale carico del tessuto adiposo; inoltre l’effetto saziante delle proteine e la presenza dei corpi chetonici derivati dall’utilizzazione dei grassi di deposito interagiscono affinché la sensazione di fame, sempre presente nelle diete ipocaloriche tradizionali, non venga più percepita a partire dal 2°- 3° giorno.

Durante la dieta chetogenica, comunque, i carboidrati non vengono del tutto eliminati e l’apporto di almeno 40/50 grammi al giorno di glucidi evita l’eccessivo abbassamento del metabolismo basale che non permetterebbe, in seguito, il mantenimento del peso desiderabile raggiunto.

Naturalmente la dieta proteica rappresenta un metodo transitorio dopo il quale, gradualmente, è previsto il ritorno ad un corretto stile alimentare, tradizionalmente basato su un accurato bilanciamento fra i vari nutrienti: carboidrati, proteine e grassi.

Per questo motivo la dieta proteica prevede, alla fine della fase di dimagrimento, una fase di transizione, che deve durare quanto quella di dimagrimento. Questa fase serve a reintrodurre gradualmente tutti gli alimenti prima esclusi e a riattivare il metabolismo per mantenere nel tempo i risultati raggiunti.

Nella dieta chetogenica VLCKD ci si avvale dell’utilizzo di sostitutivi pasto proteici in quanto apportano dei vantaggi come l’alto valore biologico delle loro proteine che permettono di tamponare una eventuale perdita di massa magra (fisiologia nelle diete ipocaloriche). L’alta digeribilità di queste proteine e che si assorbano al 94%. Le diete con i pasti sostitutivi possono contribuire ad una dieta meglio bilanciata dal punto di vista nutrizionale, soprattutto se inferiore alle 1000kcal dove con soli alimenti si rischia la carenza di micronutrienti.

I pasti sostitutivi migliorano l’aderenza e l’accettabilità della dieta e fanno sentire meno la mancanza dei carboidrati; inoltre sono già grammati e pronti quindi anche la preparazione dei pasti richiede poco tempo. Con i pasti sostitutivi il protocollo è semplice da seguire ed è più difficile incorrere in errori involontari.

Le fasi della dieta VLCKD

La prima fase consiste nella sostituzione dei pasti con degli integratori proteici, da scegliere in vari gusti dolci e salati. Questa fase ha in genere una durata di 14-21 giorni, in modo da raggiungere e mantenere lo stato di chetosi che permetterà la scomparsa del senso di fame, il raggiungimento dello stato di benessere fisico e l’inizio dell’utilizzazione dei depositi adiposi per la produzione di energia.

La seconda fase è simile alla prima ma permette l’uso dei cibi proteici tradizionali (carne, pesce, uova) in uno solo dei pasti principali, a scelta del paziente, e verrà mantenuta fino al raggiungimento del peso desiderabile. In entrambe le fasi, durante i pasti principali, è previsto l’apporto di ortaggi a basso tenore di glucidi e di un moderato consumo di olio da condimento.

Durante la terza fase (detta di transizione), suddivisa in ulteriori livelli, inizia l’introduzione graduale di carboidrati (frutta, pane, pasta) fino ad arrivare ad un’alimentazione normale e bilanciata. Solo l’aumento dell’attività fisica consentirà di perdere ulteriore peso in questa fase. In caso contrario si otterrà comunque una stabilizzazione. Tale stabilizzazione del peso NON avverrà di certo se non si seguirà il programma dall’inizio alla fine.

© 2014 Dott.ssa Chiara Angiari, Via Olivé 32/G, 37141 Montorio (VR) - M +39 340 7301894 - C.F. NGRCHR73C67L781Y - P.IVA 04130160239 - chiara.angiari@pec.enpab.it
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