In passato vi ho parlato della dieta chetogenica (qui, qui e qui) e oggi voglio aggiungere un nuovo tassello parlandovi di cosa succede dopo una dieta chetogenica.

La leggenda metropolitana narra che se uno perde i chilogrammi in eccesso troppo velocemente (come succede in una Very Low Ketogenic Calorie DietVLKCD-), poi li riprende con altrettanta facilità. In effetti questo può succedere, ma solo se dopo la dieta finalizzata al dimagrimento non si è ben seguito un protocollo di transizione, che non è altro che un protocollo di stabilizzazione, ossia di fissazione del peso!

In generale non importa che dieta si utilizza per arrivare al traguardo ponderale, che sia una mediterranea o un chetogenica (è solo questione di tempistiche diverse ma ci si arriva), ma quello che è fondamentale è la gestione del post dieta, perché vi sembrerà strano, ma il difficile non sta nel calare, ma MANTENERSI!

Il regime di transizione previsto dopo un protocollo chetogenico consiste in una reintroduzione graduale dei carboidrati. Perché graduale? Perché normalmente in un regime chetogenico si introducono dai 30-50g di carboidrati al giorno e quindi viene poco stimolata l’insulina che deve riabituarsi gradualmente ad essere secreta in dosi ottimali e inoltre si introducono poche calorie (800-100kcal) e quindi bisogna alzare progressivamente il metabolismo. Si comincia di solito con una re-introduzione dei carboidrati semplici (frutta, verdura), per poi arrivare a quelli complessi (cereali, legumi, pane, ecc).

Se durante la fase chetogenica non è indispensabile svolgere attività fisica per ottenere comunque un dimagrimento (ricordate che non c’è il glicogeno!), è anche vero che nella fase di transizione oltre ad una reintroduzione graduale dei carboidrati è caldamente consigliato iniziare una attività fisica regolare. Le due cose associate assicurano la stabilizzazione del peso perduto. L’attività fisica compensa il progressivo aumento delle calorie nella dieta, ma non solo! L’ottimale sarebbe introdurre i carboidrati nel post work out, in quanto dopo l’esercizio fisico i trasportatori di glucosio GLUT-4, tendono ad essere molto recettivi al di là della concentrazione di insulina e a captare meglio i carboidrati introducendoli nella cellula muscolare. In questo modo si gestisce meglio la reintroduzione dei carboidrati senza grossi picchi di insulina.

Il regime di transizione in teoria dovrebbe durare quanto il periodo in cui si è attuato un regime chetogenico. Facciamo un esempio: se è stata seguita una dieta chetogenica per 8 settimane, di dovrà programmare un periodo di transizione di altrettanta lunghezza temporale, quindi 8 settimane, suddiviso in circa 4 tappe (quindi 2 settimane ognuna) per la reintroduzione dei carboidrati. Ciò non toglie che studi hanno dimostrato che più la fase di transizione è lunga, minore sarà il carico glicemico e più duraturi saranno i risultati!

Un esempio di re-introduzione dei carboidrati potrebbe consistere nella prima tappa un inserimento della frutta in addizione al protocollo di base, nella seconda tappa, in aggiunta alla frutta, dello yogurt greco o latticini, nella terza tappa un po’ di pane integrale o di segale (cercare poi di selezionare i carboidrati in base anche al loro indice glicemico, quindi evitare pane bianco), nella quarta tappa dei cereali integrali in chicco o dei legumi. Questo è un esempio generico per introdurvi alla materia, poi ogni specialista della nutrizione saprà ritagliarvi come un abito sartoriale la dieta di transizione in base al vostro metabolismo e alle vostre esigenze.

Durante la fase di transizione si potrebbe perdere ancora un po’ di peso, in quanto l’apporto calorico rimane comunque al di sotto del metabolismo basale finchè non si arriva ad una dieta bilanciata normocalorica. Molte persone con la reintroduzione dei carboidrati invece aumentano di 1-2 kg, ma no panic, non è grasso! Se ci pensate la parola carboIDRATO spiega già il fenomeno: i carboidrati sono composti da carbonio, idrogeno e ossigeno. Per ogni atomo di carbonio, ci sono due atomi di idrogeno e uno di ossigeno, ossia acqua! Quindi se introduco carboidrati introduco (e trattengo) più acqua…che pesa!!

Durante la fase di reintroduzione dei carboidrati il corpo smette di produrre ed utilizzare i corpi chetonici, i quali avevano l’effetto di attenuare la fame. In transizione quindi è normale poter sentire più fame che durante la dieta chetogenica, benché si alzi l’apporto calorico dell’intera giornata. Bisogna pazientare e al limite attuare trucchi per ingannare questa sensazione, come bere, sgranocchiare verdure fibrose o semplicemente distrarsi.

Il periodo di transizione, da un regime chetogenico ad una dieta bilanciata normocalorica, non è sempre di facile gestione per il paziente per una serie di problemi di natura psicologia. Infatti dopo una dieta chetogenica a scopo dimagrante si ritrova la forma fisica perduta e ci si sente in un certo senso “già arrivati” prendendo sottogamba la transizione con parecchie concessioni non previste dal protocollo. Nulla di più sbagliato. E’ come uscire dalla parrucchiera in un giorno di grande umidità senza la lacca che fissa! L’acconciatura è destinata a sgonfiarsi presto! La transizione va fatta bene altrimenti si riacquistano con facilità i chili persi!

Dopo una transizione ben fatta il peso perduto è ben stabilizzato, ma siamo al sicuro da una eventuale ripresa di peso? Purtroppo no e dipende dallo stile di vita. Il problema della ripresa del peso perduto è una questione ancora non risolta con qualsiasi somministrazione di dieta. Soltanto un attento e consapevole cambiamento dello stile di vita potrà scongiurare le riprese di peso perduto nel tempo, indipendentemente dal tipo di dieta utilizzata.

Quindi non tornate a mangiare dolci, pizza, birra come se non ci fosse un domani, perché la dieta sarà un fallimento garantito. Cercate invece di leggere, studiare, capire e conoscere il più possibile il cibo che assumete perché solo attraverso la consapevolezza di ciò che mangiate arriverete ad un cambiamento concreto e stabile.

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *