Ultimamente si parla molto di microbiota, ossia delle diverse centinaia di microorganismi che colonizzano il nostro intestino. L’intestino umano alla nascita è sterile, ma già dai primi giorni di vita viene colonizzato da batteria autoctoni (ossia che si originano da questo complesso ecosistema) e specie alloctone (batteri transienti).

Da anni la comunità scientifica è concorde nel considerare il microbiota come un organo aggiuntivo all’interno del nostro corpo. Pensate che in totale questi batteri hanno un peso complessivo intono al 1,5 kg, quasi come il fegato!

I tre milioni di batteri che colonizzano i circa 8-10 metri di intestino appartengono fondamentalmente a 4 phyla, ossia gruppi differenti: Firmicutes, Actinobacteri, Proteobacteria e Fusobacteria. I primi nominati sono in genere i più presenti nell’intestino umano.

Il microbiota è un organo dinamico, molto attivo metabolicamente e anche plastico, nel senso che nell’arco della vita si modifica in base a dieta, età e salute dell’ospite.

Incorrono spesso casi di disbiosi intestinale, ossia di mancanza di equilibrio tra le diverse specie batteriche. Queste disbiosi possono portare anche a disordini metabolici come obesità, diabete, malattie infiammatorie, ecc. E’ stato infatti documentato che le persone che soffrono di alcune malattie hanno un microbiota differente da quello delle persone sane, sebbene in molti casi sia impossibile dire se il microbiota alterato sia una causa o una conseguenza della malattia.

Sicuramente i microrganismi presenti nell’intestino giocano un ruolo cruciale per una digestione sana ed influenzano anche il sistema immunitario. Le alterazioni nel microbiota intestinale di un individuo, che possono avvenire ad esempio quando si prendono certi antibiotici, possono aumentare il rischio di infezioni da parte di patogeni opportunisti.

Per mantenere in equilibrio questo complesso ecosistema sono utili probiotici e prebiotici.

I probiotici (termine che significa: in favore della vita) sono tutti i ceppi di microorganismi che ingeriti migliorano il bilancio (eubiosi) del microbiota umano, danno benefici e contribuiscono al benessere dell’organismo. Quindi fondamentalmente i probiotici sono dei microrganismi, batteri o funghi, non patogeni e non tossici che contribuiscono all’equilibrio del microbiota umano.

I prebiotici sono alimenti non digeribili che hanno effetti benefici sulla salute stimolando selettivamente la crescita o l’attività di uno specifico (o di un ristretto gruppo) di batteri del colon.

Possono essere di grande aiuto i prebiotici e i probiotici in tutte quelle situazioni che possono comportare alterazioni del microbiota, come per esempio una dieta sregolata, stress, invecchiamento, trattamenti terapeutici, in caso di patologie, ecc. Quando infatti il microbiota non è in equilibrio si possono avere spicevoli conseguenze quali diarrea/stipsi, indebolimento delle difese immunitarie, infezioni, funzioni fisiologiche alterate, cattivo assorbimento dei nutrienti, ecc.

Sono sicura che nei prossimi anni gli studi ci faranno scoprire davvero molto su questo interessante organo, che per ora chiamiamo “secondo cervello”, ma che non escludo possa avere la meglio anche sul primo cervello!

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