L’insulina è l’ormone deputato a mantenere stabile la glicemia nel sangue, riducendo la stessa mediante l’attivazione di diversi processi metabolici e cellulari. L’insulina viene prodotta dalle cellule beta del pancreas e il suo valore ottimale può oscillare tra 2.0 -25.0 mUI/mL.

Può succede che a causa di una eccessiva alimentazione aumenti l’insulina nel sangue, in quanto le cellule troppo “infarcite” di glucosio si rifiutano di farne entrare ancora e eliminano parte dei recettori di membrana per l’insulina. Al corpo però non sta bene avere la glicemia alta nel sangue, per cui viene prodotta più insulina allo scopo di riuscire a far entrare il glucosio nelle cellule (ok un po’ romanzato, ma il concetto è proprio questo!). Risulta così un valore della glicemia “normale” nel sangue, ma a fronte di una iperproduzione di insulina.

L’eccesso di peso, il grasso viscerale (addome), una dieta ricca di grassi e zuccheri, poca attività fisica ecc sono tutti fattori che possono ridurre la SENSIBILITA’ INSULINICA con la conseguente insulino-resistenza.

Cosa significa questo? Significa che spesso nel sangue viene controllata solo la glicemia (che dovrebbe oscillare tra 70 e 99 mg/dl), senza pensare magari che per mantenere quella glicemia nel range di normalità ci sia alla base una iper produzione di insulina. L’iper produzione di insulina, se non viene fatto un reset metabolico con una dieta adeguata, può portare sul lungo termine al diabete.

Quando andate a fare le analisi del sangue potete verificare il rapporto tra glicemia e insulinemia, richiedendo nelle analisi entrambi i parametri. La relazione tra glicemia ed insulina è ben conosciuta ed ha portato all’elaborazione dell’indice HOMA (Homeostasis Model Assessment), ossia un semplice test che indica se è presente insulino- resistenza.

Inserendo i valori qui o applicando la formula presente nella slide potete verificare se avete insulino-resistenza o meno.

Ricordatevi che avere un indice HOMA alto correla anche con il rischio di patologie cardiovascolari.

In caso di indice HOMA superiore a 2.5 consiglio un approccio dietetico a basso apporto di carboidrati (come una dieta low carb) o addirittura una dieta chetogenica. Diversi studi hanno dimostrato come in caso di insulino resistenza una dieta chetogenica possa ristabilire il corretto rapporto insulina-glicemia, anche in caso di diabete 2 già diagnosticato (es articolo 1; articolo 2 )!

8 commenti
  1. Mara
    Mara dice:

    Buongiorno dott.ssa, io soffro di iperinsulinemia diagnosticata, pur essendo magra, probabilmente per cause genetiche. Sono rimasta un po’ perplessa sulle sue indicazioni di dieta chetogenica, dato che sono anche le proteine a far salire l’insulina e, soprattutto, che non sono solo i carboidrati, pur avendo un indice glicemico alto a far salire l’insulina. Ad esempio il latte ed i suoi derivati.
    Cosa conviene mangiare?

    Rispondi
    • Chiara Angiari
      Chiara Angiari dice:

      Si ricordi che la dieta chetogenica non è una dieta iperproteica, ma ha una quantità di proteine di 1.2g/kg di peso corporeo…come una dieta mediterranea! I carboidrati fanno salire l’insulina da che mondo è mondo.

      Rispondi
  2. Sara ghisio
    Sara ghisio dice:

    Un indice homa di 4,87 sta a significare?prendo da otto mesi la Metformina …..ed è passato da 3.3 a 4.87 mi chiedo perché e mi chiedo cosa devo fare?ho ridotto i carboidrati….ma niente cmq ….non mangio dolci!!!!che devo fare???aiuto!

    Rispondi
    • Chiara Angiari
      Chiara Angiari dice:

      I carboidrati non sono solo nei dolci, ma anche nella pasta, nel pane, nella frutta, nelle patate, ecc. Forse deve rivolgersi a un nutrizionista per tarare bene la sua dieta e non fare errori inconsapevoli. Se l’indice HOMA è aumentato ne deve ad ogni modo parlare con il suo medico di base o il diabetologo che la segue. In bocca al lupo!

      Rispondi
  3. Elena
    Elena dice:

    Buongiorno Dottoressa, ho un indice HOMA di 10,89, è altissimo. Al momento seguo una dieta mediterranea ma senza grandi risultati. Cosa posso fare?
    Grazie

    Rispondi
    • Chiara Angiari
      Chiara Angiari dice:

      Buongiorno Sig.ra Elena,

      la dieta mediterranea non sempre si rivela efficace per abbassare l’insulino resistenza.
      L’insulino-resistenza (IR) si manifesta funzionalmente come “intolleranza ai carboidrati”, che comunque sono presenti nella dieta mediterranea!.
      Ormai diversi studi hanno sottolineato come una dieta a basso apporto di carboidrati (VLCKD) possa portare notevoli benefici e l’abbassamento dell’IR.
      Per es. nei pazienti affetti da diabete di tipo 2 sottoposti ad una dieta VLCKD è stata documentata, nell’arco di qualche settimana, la riduzione dei livelli d’insulina e la maggiore perdita di peso.

      Proprio per aiutare pazienti come lei, io e il Dott Marcello Orio, medico internista e diabetologo, abbiamo pensato di poter offrire un servizio a 360 gradi per tutti i pazienti affetti da quelle patologie che alla base hanno come minimo comune denominatore l’insulino resistenza (IR).
      E’ fondamentale approcciarsi a queste patologie sia da un punto di vista alimentare (VLCKD), sia attraverso il monitoraggio e l’adeguamento della terapia farmacologica da un punto di vista medico.
      Proprio per il benessere e la salute, io e il Dott. Orio lavoreremo in TANDEM, ascoltando e sostenendo il paziente in questo percorso nutrizionale e con il monitoraggio e la garanzia di un medico.
      E’ vantaggioso avere due figure competenti che hanno la stessa visione di cura e che “pedalano” nella stessa direzione, ossia verso il benessere del paziente. Inoltre con la telemedicina non si perderà tempo perché vi raggiungiamo ovunque.
      Se le interessa può richiedere informazioni a infoirtandem@gmail.com

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