La mia esperienza a EXPO Milano 2015

Ieri per la prima volta sono stata ad EXPO Milano 2015 con la mia famiglia ossia all’Esposizione Universale che l’Italia ospita dal primo maggio al 31 ottobre 2015 a Milano, il più grande evento mai realizzato sull’alimentazione e la nutrizione.

La visita mi è molto piaciuta nonostante il grande afflusso di persone e il caldo afoso. Ho trovato la macchina “EXPO” ben organizzata e funzionante, sia per i mezzi, la pulizia, le informazioni, ecc.

Sono ben 144 i paesi che hanno partecipato all’evento, la maggior parte dei quali con padiglioni singoli che li rappresentano, altri invece raccolti in “cluster” a tema, come per esempio caffè, riso, ecc.

Io in una giornata sono riuscita a visitare (in ordine):

1) Il padiglione zero, uno dei più belli da me percorsi rappresenta la relazione tra l’uomo e la materia prima per nutrirsi, da quando ha iniziato a coltivare il cibo, allevare animali, fondere le prime industrie, creare un mercato degli alimenti fino allo spreco alimentare.

2) Il padiglione dell’Angola, un altro che vale davvero la pena di vedere. All’interno c’è un albero centrale stilizzato di Baobab (sacro nella cultura Angolana) che ha luci e colori e video accattivanti per raccontare la loro cultura. I vari piani dell’edificio si sviluppano intorno a questo albero e terminano in una terrazza con giardino pensile. E’ un padiglione al femminile visto che la scelta del percorso conoscitivo punta molto sulla figura della donna sia come detentrice della tradizione nella società, che come educatrice.

3) Il padiglione dell’Irlanda non mi è piaciuto, davvero “vuoto” all’interno e “old style” e ripensandoci il fatto di non trovare code all’esterno doveva farmi insospettire…

4) Il padiglione della Colombia, mi è molto piaciuto nel senso che dopo averlo visitato avrei preso un volo per la Colombia, ma l’ho trovato fuori tema, perché ha descritto soprattutto i cinque piani termici che coesistono nella regione (corrispondenti poi a 5 climi, dalla primavera al rigido inverno), mettendo in secondo piano (…e anche oltre) il tema nutrizione.

5) Il padiglione della Spagna è stato pure carino e si articola attraverso un viaggio che inizia con delle valige che proiettano proposte alimentari. Bella l’idea del tavolo che fa vedere dall’alto le preparazioni dei loro piatti. Molto bella l’ultima stanza, ricoperta completamente di piatti in cui si proietta un video e luci: effetto assicurato. PS i miei bambini si sono davvero divertiti in quest’ultima stanza e anche una volta usciti perché hanno potuto giocare al ristorante “tre sfide” dove non si mangia ma bensì si gioca.

6) Il cluster del riso decisamente più bello l’esterno che l’interno. Intorno al padiglione ci sono aiuole costituite da diverse varietà di riso, a stelo lungo, corto, chicchi diversi, ecc. e dei cartelli che spiegano le diverse proprietà nutrizionali del riso. Dentro invece era più una mostra in stile supermercato.

7) Il padiglione della Germania a mio modesto parere è il vincitore assoluto del mio tour. DA NON PERDERE. La coda davvero lunga non vi deve scoraggiare, ne vale la pena. E’ innovativo, interattivo, istruttivo e divertente per i bambini. Se è per quello è coinvolgente anche per gli adulti. Mentre la prima parte del viaggio parla di suolo, acqua, clima e biodiversità, nella seconda parte si approda ad un giardino in cui si possono annusare varie piante aromatiche e prendere delle ricette da portare a casa. Alla fine c’è uno show che si chiama “Be(e)active” che mostra la prospettiva di un’ape in volo, con musica e suoni con un complessino live. In assoluto il più istruttivo.

Avrei voluto visitare, ma non sono riuscita a causa della code: la Cina, il Kazakhstan, l’Italia, il Marocco.

Ad ogni modo sono convinta che Expo 2015 sia un gioiello soprattutto architettonico. Già ammirare dall’esterno i padiglioni (che dire per esempio del Vietnam o dell’Equador?!) che ospitano le esposizioni riempie il cuore oltre la vista.

E dopo 23.000 passi, gran finale sotto l’albero della vita, un po’ schiacciata e accaldata, ma ne valeva la pena. Bello lo spettacolo di circa 20 minuti, con luci, musiche e giochi d’acqua, così tanto che l’ho guardato due volte: la prima da lontano e la seconda decisamente da una posizione privilegiata.

Torno a casa sopratutto con un immagine, ossia quella della montagna di rifiuti presente nel padiglione zero, perchè se davvero facessimo più attenzione agli sprechi ci sarebbe meno povertà. Il paradosso della simultanea scarsità e abbondanza di cibo testimonia un profondo squilibrio tra le economie  del mondo e l’accesso alle risorse. Pensate che il 30% della produzione mondiale di cibo viene perduta o sprecata ogni anno, sia nei paesi in via di sviluppo che in quelli industrializzati , per un totale di 1,3 miliardi di tonnellate.

Impressionante vero? Come fare allora nel nostro piccolo? Beh sicuramente non eccedere negli acquisti durante la spesa, trascinati magari dalla gola più che dalla necessità. Acquistare prodotti di stagione, freschi e km zero o dalla filiera corta. Conservare in frigorifero i prodotti mettendo in bella vista quelli che scadono prima. Cucinare il giusto e se proprio rimane del cibo cercare di riciclarlo in successivi piatti o al limite condividerlo con parenti o amici.

Solo così potremmo sperare di riequilibrare la disparità tra quei 800 milioni di persone che ogni giorno soffrono la fame cronica e quei 42 milioni di bambini sotto i 5 anni sovrappeso e 500 milioni di adulti obesi.

In foto io e il mio piccolo che fissa la montagna di rifiuti dopo che gli ho spiegato cosa succede ogni volta che avanza nel piatto il cibo

 

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