Sudare troppo in estate: quando il problema non è solo il caldo

L’estate mette a dura prova tutti. Le alte temperature fanno aumentare la sudorazione e rendono più faticose anche le attività quotidiane. Tuttavia, chi convive con un importante sovrappeso o con l’obesità spesso vive questa stagione in modo completamente diverso.

Non si tratta soltanto di avere caldo.

Si suda salendo due rampe di scale, portando la spesa dalla macchina a casa, rifacendo il letto, passando l’aspirapolvere o facendo una breve passeggiata. A questo si aggiunge il disagio di sentirsi continuamente accaldati, di avere il viso arrossato, il sudore sopra il labbro, il fiatone e la sensazione che il cuore lavori molto più del necessario.

Molte persone finiscono per pensare che sia normale, o peggio ancora che dipenda da una scarsa forma fisica o da una mancanza di volontà.

In realtà, nella maggior parte dei casi, la spiegazione è molto più complessa.

Perché chi è in sovrappeso suda di più?

La sudorazione è un meccanismo fisiologico indispensabile per mantenere costante la temperatura corporea. Quando il corpo produce più calore di quanto riesca a disperderne, aumenta la produzione di sudore per raffreddarsi.

Nelle persone con obesità questo equilibrio può diventare più difficile per diversi motivi.

Innanzitutto, una maggiore massa corporea richiede un maggiore dispendio energetico anche durante attività molto semplici. Camminare, salire le scale o trasportare un peso comportano un lavoro muscolare superiore rispetto a quello richiesto a una persona normopeso e, di conseguenza, una maggiore produzione di calore.

Inoltre, il tessuto adiposo rappresenta un efficace isolante termico. Se da un lato questo protegge dalla dispersione del calore, dall’altro rende meno efficiente la sua eliminazione quando le temperature esterne sono elevate. L’organismo è quindi costretto ad aumentare ulteriormente la sudorazione per cercare di mantenere stabile la temperatura corporea.

A tutto questo si aggiungono alterazioni metaboliche frequentemente associate all’obesità, come l’insulino-resistenza, lo stato infiammatorio cronico di basso grado e un maggior impegno del sistema cardiovascolare, che possono contribuire a ridurre ulteriormente la tolleranza al caldo e agli sforzi quotidiani.

Non è pigrizia. Ed è importante smettere di dirlo.

Una delle convinzioni più dannose è pensare che tutto dipenda dalla volontà.

Chi vive con l’obesità si sente spesso attribuire etichette come “pigro”, “poco motivato” o “senza autocontrollo”. Questo modo di interpretare la malattia prende il nome di stigma del peso ed è oggi riconosciuto come uno dei principali ostacoli alla cura dell’obesità.

La conseguenza è che molte persone finiscono per colpevolizzarsi, evitando persino di chiedere aiuto perché convinte che il problema dipenda esclusivamente da una loro mancanza.

Eppure, quando anche attività semplici come salire una rampa di scale, fare la spesa o svolgere le faccende domestiche provocano un’intensa sudorazione e un marcato affanno, non si sta osservando una mancanza di volontà.

Si sta osservando un organismo che, a causa dell’obesità e delle alterazioni metaboliche che spesso la accompagnano, è costretto a lavorare molto più del necessario.

Comprendere questa differenza significa cambiare prospettiva: non per trovare una giustificazione, ma per affrontare il problema con strumenti adeguati e senza inutili sensi di colpa.

Perdere massa grassa significa anche vivere meglio il proprio corpo

Quando una persona riduce in modo significativo la massa grassa, non cambia soltanto il numero riportato dalla bilancia.

Molti pazienti riferiscono di tollerare meglio il caldo, di sudare meno durante le attività quotidiane, di respirare con maggiore facilità, di sentirsi più energici e di affrontare con meno fatica gesti che prima sembravano impegnativi.

Naturalmente ogni percorso è diverso e i benefici dipendono da numerosi fattori, ma la riduzione della massa grassa contribuisce generalmente a migliorare l’efficienza metabolica e a ridurre il carico di lavoro imposto all’organismo.

Quando una VLEKT può rappresentare un’opportunità

Per le persone con obesità o con un importante sovrappeso, una VLEKT (Very Low Energy Ketogenic Therapy), quando indicata e seguita da professionisti esperti, può rappresentare uno strumento efficace per ottenere una significativa riduzione della massa grassa preservando, per quanto possibile, la massa muscolare.

L’obiettivo, però, non è semplicemente perdere peso.

L’obiettivo è permettere al corpo di lavorare meglio.

Significa ritrovare energia, muoversi con maggiore facilità, ridurre l’affanno, affrontare l’estate con meno disagio e recuperare una qualità di vita che spesso viene data per scontata fino a quando non viene persa.

Perdere massa grassa non significa soltanto entrare in una taglia diversa.

Significa tornare a vivere il proprio corpo con meno fatica.

 

 

 

 

Riferimenti scientifici

  • Blüher M. Obesity: global epidemiology and pathogenesis. Nature Reviews Endocrinology. 2019;15:288–298.
  • Speakman JR, et al. The physiology and pathophysiology of human thermoregulation in obesity. Temperature. 2022.
  • World Health Organization. Obesity and overweight. Ultimo aggiornamento disponibile.
  • Rubino F, et al. Joint international consensus statement for ending stigma of obesity. Nature Medicine. 2020;26:485–497.
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