Qualche mio paziente mi confessa di bere 7-8 birrette il venerdì sera ed altrettante il sabato. Non demonizzo di certo le birrette, che tra l’altro ogni tanto bevo volentieri pure io, ma attenzione alla quantità!

In effetti le proprietà positive di questa bevanda sono tantissime, e prevalgono su quelle negative, ma solo se assunta con moderazione! Da sempre chiamata anche il “pane liquido”, la birra è una bevanda–alimento con una dose ragionevole di etanolo ed un buon equilibrio di altri principi nutritivi.

Tra i suoi nutrienti spicca l’inulina, una speciale fibra idrosolubile dell’orzo e fruttoligosaccaridi (FOS) derivati sempre dall’orzo, alimento base della birra, che conferiscono alla birra proprietà probiotiche. Infatti questi nutrienti raggiungono intatti il colon e vengono metabolizzati da bifidobatteri, contribuendo al mantenimento dei microorganismi endogeni benefici.

Nella birra troviamo anche le maltodestrine (carboidrato complesso idrosolubile), presenti in percentuale del 2,6-3,5% del peso della birra; queste conferiscono alla birra un basso indice glicemico, perché si metabolizzano lentamente liberando unità di glucosio che passano progressivamente nel sangue, producendo un picco di concentrazione di glucosio meno elevato e più esteso.

Per quanto riguarda l’apporto calorico non è poi così elevato, a parità di quantità una birra di gradazione media ha meno calorie di un qualsiasi succo di frutta; infatti una birra media (25 cl) apporta circa le stesse calorie di un vasetto di yogurt, ovvero circa 130-140 kcal. Il problema sta nell’abuso: solo chi ne beve troppa tende a ingrassare, chi invece la consuma con moderazione ne trae solo beneficio.

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