Raccolgo in questo articolo una serie di post che ho pubblicato recentemente su facebook, e che raccolgono informazioni sulla Tiroidite di Hashimoto.

TIROIDITE DI HASHIMOTO: PREVALENZA E DIAGNOSI

Circa 6 milioni di persone in Italia (massima diffusione nella fascia d’età 55-64 anni) sarebbero affette da una malattia della tiroide caratterizzata da alterazioni nella sintesi di ormone tiroideo.

La più diffusa di queste malattie è lipotiroidismo che interessa il genere femminile in misura 10 volte superiore a quello maschile.

Una delle patologie più diffuse a carico della tiroide è una forma di ipotiroidismo di natura autoimmune: la Tiroidite di Hashimoto, che venne descritta per la prima volta nel 1912 appunto dal Dott. Hashimoto. Questa forma di tiroidite è anch’essa, da 3 a 5 volte, più frequente nelle donne.

Deve essere il MEDICO a fare la diagnosi di tiroidite di Hashimoto che si basa sulla palpazione della tiroide stessa, che può presentarsi ingrossata, e sull’eventuale richiesta di ecografia.

A livello ematico sono richiesti gli esami di funzione tiroidea: livelli di TSH sopra la norma indicano che la tiroide è stimolata a produrre quantità maggiori di ormone perché non ve ne è abbastanza nell’organismo (ipotiroidismo); un livello di FT4 (la quota di T4 che può entrare nelle cellule) inferiore alla norma indica ipotiroidismo. Anticorpi antiperossidasi elevati segnalano la presenza di anticorpi diretti contro la tiroide. Essi di solito indicano la presenza di malattia di Hashimoto nei pazienti ipotiroidei.

Talvolta si possono avere anticorpi antiperossidasi elevati, a fronte di TSH e FT4 nella norma: in questi casi è indicato il controllo periodico e non il trattamento. Se invece è presente un difetto ormonale, questo sarà trattato con la terapia sostitutiva, ossia somministrando un ormone “sintetico” identico a quello umano naturale. Con una compressa al giorno vengono ristabilite normali concentrazioni di T4 e di TSH; in genere questa terapia deve essere assunta per tutto il corso della vita e può essere necessario effettuare degli aggiustamenti.

TIROIDITE DI HASHIMOTO: SINTOMI

Quando si è colpiti da Tiroidite di Hashimoto non è detto che si riscontrino fin da subito dei sintomi, ma potrebbero farsi sentire con la progressione della malattia e l’ingrossamento della ghiandola stessa. Spesso, all’inizio, il paziente si accorge di un ingrossamento del collo, il così detto gozzo e si rivolge al medico per fare ulteriori indagini.

In principio l’ipotiroidismo può essere subclinico, ossia leggero e senza sintomi, specie nei suoi primi stadi. Con l’evoluzione allo stadio clinico, l’ipotiroidismo può diventare causa di uno o più dei seguenti sintomi:

  • stanchezza
  • sonno non ristoratore
  • aumento di peso
  • difficoltà a concentrarsi, meno memoria
  • sensazione di freddo
  • cicli mestruali irregolari
  • dolori muscolari
  • assottigliamento dei capelli
  • stipsi
TIROIDITE DI HASHIMOTO: L’INTESTINO E’ PROTAGONISTA!

Come mai è importante parlare di intestino? Perché spesso le malattie autoimmuni hanno origine da una disfunzione a livello intestinale: l’intestino diventa permeabile!

Normalmente le cellule intestinali sono vicine l’una all’altra e a legarle ci sono le tight junctions, ossia delle giunzioni che fanno da barriera regolando l’ingresso dei nutrienti e selezionando ciò che può e non può entrare nel flusso sanguino.

In alcune persone predisposte a malattie autoimmuni o che magari mangiano per anni alimenti infiammatori, queste tight junctions possono rovinarsi, allargarsi e non svolgere più la loro corretta funzione. Non avviene più una selezione corretta e nel circolo sanguino possono entrare molecole di cibo, funghi, virus, tossine, ecc.

Si chiama INTESTINO COLABRODO, perché concettualmente è come fosse uno scolapasta dove dai buchi passa tutto!

Il sistema immunitario all’inizio è ben attento e comincia a produrre anticorpi contro questi intrusi (spesso contro le caseine del latte, le proteine dell’uovo e dei cereali) che sono penetrati da “vie sbagliate”. Non arrestandosi il problema, questa infiammazione diventa cronica e il sistema immunitario ad un certo punto entra in confusione confondendo per es. la proteina del glutine penetrata dall’intestino con gli ormoni prodotti dalla tiroide, che hanno una forma simile. A questo punto il sistema immunitario comincia a non distinguere più il non self (ossia quello che non ci appartiene) dal self (ossia quello che ci appartiene), iniziando cosi la malattia autoimmune.

TIROIDITE DI HASHIMOTO: ALIMENTAZIONE

Alla luce di quanto detto precedentemente detto, è importante mangiare alimenti che non “grattano” a livello intestinale, ossia non aumentano l’infiammazione e l’intestino colabrodo!

Alcuni studi hanno dimostrato che limitare o eliminare l’assunzione del *GLUTINE* migliora la sintomatologia, in quanto abbassa il titolo anticorpale (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30060266). In effetti molti pazienti con malattie autoimmuni presentano una sensibilità al glutine.

Anche eliminare i latticini comporta benefici, perché *LATTOSIO* e *CASEINE* promuovono l’infiammazione. Non basta quindi assumere alimenti senza lattosio, ma bisogna limitare anche l’assunzione delle caseine.

E’ consigliato limitare le brassicacee crude poiché, possono aumentare il fabbisogno di iodio da parte dell’organismo, con conseguente possibile carenza di questo minerale.

Bisognerebbe inserire nella dieta tre volte a settimana del pesce, in quanto ricco di omega 3. Meglio pesce pescato e non di allevamento. Chi non mangia frequentemente pesce dovrebbe pensare ad una buona integrazione di Omega 3, stando attenti alla qualità degli stessi e che siano certificati IFOS.

Consiglio l’assunzione di frutta secca e in particolare di noci brasiliane e anacardi che sono ricche di selenio, oligoelemento fondamentale per il buon funzionamento della tiroide.

Utilizzare sale integrale (=non raffinato), perché non contiene stabilizzanti chimici che vengono addizionati al cloruro di sodio ed è ricco di oligoelementi; il colore spazia tra diverse tonalità di grigio.

TIROIDITE DI HASHIMOTO: LE VITAMINE E I MINERALI ESSENZIALI

Chi soffre di tiroidite di Hashimoto deve fare attenzione all’assunzione di iodio, selenio, zinco e vitamina D.

📍 IODIO

Lo iodio è un minerale di cui la tiroide non può fare a meno per funzionare correttamente; se ci pensiamo bene, gli ormoni tiroidei sono definiti T3 e T4 appunto perché contengono rispettivamente 3 e 4 atomi di iodio all’interno della molecola. Se eliminare completamente lo iodio dalla dieta contribuisce a compromettere il funzionamento dell’asse tiroideo e condurre un soggetto ad un grave ipotiroidismo è anche vero che lo iodio dovrebbe essere eliminato in quanto provoca maggiore predisposizione all’autoimmunità. Uno studio di Vitali del 2000 e successivamente uno studio di Teng (Effects of Increased Iodine Intake on Thyroid Disorders) hanno dimostrato come sia fondamentale la quantità di iodio introdotto per determinare la malattia autoimmune: c’è un limite di sicurezza da non superare!

L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda un apporto giornaliero di iodio pari a 150 μg al giorno, per i bambini fino a 6 anni questo fabbisogno scende a 90 μg al giorno ed a 120 μg/giorno per i bambini in età scolare (7-12 anni), mentre aumenta per le donne in gravidanza ed in allattamento, che necessitano rispettivamente di 220 e 290 μg al giorno di iodio.

Un soggetto affetto da tiroidite di Hashimoto non è consigliabile il sale iodato, ma basta un sale come quello marino integrale, contenente una piccola quantità di iodio, senza eliminare, invece, gli alimenti contenenti iodio, che piuttosto saranno in grado di aiutare il funzionamento della ghiandola tiroidea.

📍 SELENIO

Il selenio è fondamentale per sostenere la tiroide in quanto partecipa alla conversione del T4 in T3 a livello dei tessuti. In generale ha un’azione antiossidante e protettiva a livello cellulare. Si dovrebbero assumere 200 microgrammi di selenio al giorno. In caso di tiroidite di Hashimoto avviene un miglioramento del titolo anticorpale e del TSH dopo integrazione con selenio (rivolgersi al medico). A livello alimentare, il selenio è maggiormente presente nei cereali, in particolare cereali integrali, nelle noci brasiliane e anacardi e uova.

📍 ZINCO

Lo zinco è fondamentale per la formazione di TSH nell’ipofisi e per la sensibilità ipotalamica. Va assunto 25 mg/giorno. Come il selenio, anche lo zinco contribuisce a fare diminuire il titolo anticorpale. In carenza di zinco è meno efficace la trasformazione di T4 in T3 e più facile incorrere nella formazione di noduli tiroidei. Fonti alimentari di zinco sono il polipo, ostriche, seppie, alici, avena integrale in chicco, carne rossa, fagioli, funghi.

📍 VITAMINA D

Molti studi scientifici hanno dimostrato come l’assunzione regolare di vitamina D possa abbassare il titolo anticorpale.

Per es. in questo studio 👉 “Can Supplementation with Vitamin D Modify Thyroid Autoantibodies (Anti-TPO Ab, Anti-Tg Ab) and Thyroid Profile (T3, T4, TSH) in Hashimoto’s Thyroiditis? A Double Blind, Randomized Clinical Trial” si dimostra come l’assunzione settimanale di 50.000 UI di vitamina D sia efficace a tal fine rispetto al placebo.

In generale chi soffre di Hashimoto ha spesso livelli ematici di vitamina D notevolmente più bassi rispetto a soggetti sani. Nella tiroide sono presenti i recettori per la vitamina D; si è ormai dimostrato che la vitamina D ha un ruolo essenziale nel sistema immunitario e il livello ottimale della vitamina D ematica dovrebbe essere tra 50 e 70ng/ml.

 

 

 

 

 

 

 

2 commenti
  1. Antonella
    Antonella dice:

    Buonasera io ho tiroidite hashimoto dal 2007 prendo eutirox da 70 sei giorni e un giorno da 100 endocrinologo più di uno mi ha sempre detto di usare sale iodato da quanto capisco non va bene potrebbe spiegarmi meglio grazie Antonella

    Rispondi
    • Chiara Angiari
      Chiara Angiari dice:

      Il sale iodato va bene per sostenere la tiroide, ma non va bene perchè provoca maggiore predisposizione all’autoimmunità. Quindi è proprio l’endocrinologo a valutare come “bilanciare” l’assunzione di iodio: da un lato sostiene la tiroide, ma dall’altro può aumentare la risposta anticorpale. Vengono valutate le analisi apposta….

      Rispondi

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